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Dopo il successo della fase sperimentale, la doll therapy diventa una terapia strutturata nelle proposte della RSSA  - Villa dei Pini

Nell’ambito dell’organizzazione e dell’offerta di servizi sempre più adatti agli ospiti della struttura, alle loro abitudini e alle loro difficoltà, la RSSA “Villa dei Pini” di Cassano delle Murge ha deciso di implementare una nuova e moderna terapia non farmacologica finalizzata all’attenuazione dei disturbi psichiatrici e comportamentali riducendo al contempo l’utilizzo di farmaci neurolettici.


Si tratta della doll therapy - la terapia della bambola - un approccio di cura centrato sulla persona, sviluppatosi in America e in Australia negli anni ’80. Attraverso un’analisi retrospettiva condotta su anziani con diagnosi di demenza residenti in casa di riposo, si è rilevato un aumento di comportamenti positivi (come impegnarsi in attività) e una diminuzione di comportamenti aggressivi nei residenti coinvolti nella terapia rispetto ai soggetti che non la utilizzavano.


La terapia della bambola si configura, quindi, come un intervento dinamico individuale tra l’anziano e la bambola per ottenere benefici nella comunicazione, nelle relazioni, per avere effetti calmanti e una riduzione dei comportamenti socialmente inappropriati.


Nonostante i suoi potenziali benefici, la terapia della bambola è attualmente sottoutilizzata, probabilmente a causa di pregiudizi e interpretazioni etiche negative della sua pratica.

Uno dei massimi esperti in Italia di questa terapia è il Dott. Ivo Cilesi, psicopedagogista, che si occupa da anni di terapie non farmacologiche della demenza.


Cilesi ha sempre evidenziato quanto questo nuovo approccio sia fondamentale per il trattamento dei sintomi della demenza, quali agitazione, ansia, depressione, movimenti continui non finalizzati, disturbi del sonno ed altri.


Abbiamo prima posto in atto un progetto pilota, applicando la doll therapy a tre nostri ospiti, e abbiamo effettivamente constatato una riduzione del “wandering”, ossia del camminare afinalistico, dell’agitazione psicomotoria e dell’aggressività, oltre a un miglioramento della qualità del sonno – così ha dichiarato la dott.ssa Angela Paciolla, educatrice professionale della "Villa dei Pini" - Visti gli effetti positivi abbiamo deciso di estendere questa sorta di sperimentazione ad altri nostri ospiti. L’evoluzione del trattamento prevede una prima fase di 15 giorni, durante i quali verificare le reazioni dell’anziano e monitorare gli eventuali miglioramenti, attraverso sedute di massimo un’ora. Dopo che il periodo di prova avrà fornito risultati positivi, in équipe si stabilirà il momento del giorno o della notte in cui il soggetto manifesta maggiormente il comportamento disturbante, così da fornire le necessarie indicazioni agli operatori sociosanitari che, opportunamente formati sulle modalità di somministrazione, daranno all'ospite il «bambino» da accudire”.


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